Il dissesto
Posted on 05. nov, 2010 by Vanni Destro in Ecologia, Economia, Informazione, Politica

Calabria, in mezza Italia franata, alluvionata, smottata,
idrogeologicamente dissestata insomma, magari li si rende felici.
Nel giro di tre anni, da quando cioè
il Governo Berlusconi si è insediato, i fondi destinati al Ministero
dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare sono stati
decurtati del 60%.
Da 1 miliardo e 649 milioni del 2006 ai 513 milioni del 2011 che
diminuiranno ancora, per effetto dell’ultima manovra tremontiana, la
cosidetta “Legge di stabilità“, non idrogeologica, evidentemente, fino
a ridursi a 498 milioni nel 2013.
Il Ministero di Prestigiacomo è quello che subisce i peggiori tagli in
quest’epoca da basso impero (gli appannaggi del Ministero della Difesa
sono intoccati invece, anzi…) e non è un caso: nell’Italia governata
dai palazzinari si pensa ancora ad uno sviluppo a base di cemento e
asfalto.
Depotenziare il Ministero dell’Ambiente significa levare anche una
cospiqua parte di briglie e controlli alla cementificazione che
consuma territorio.
Una filosofia, quella degli amanti del calcestruzzo, assolutamente
bipartisan, comunque.
Penso, ad esempio, all’ultimo scellerato PAT (Piano di Assetto
Territoriale) di Rovigo che prevede il massimo indice di edificabilit
possibile e che viene approvato in allegria anche da quelle forze
politiche che, a parole, si oppongono al consumo di territorio.
O alla Romea commerciale, 10 miliardi di spesa, il doppio del
necessario per dare una decente sistemata all’assetto idrogeologico
nazionale, che vede quale capo del consorzio per la sua realizzazione,
il Nuova Romea, nientepopodimeno che quel Pierluigi Bersani segretario
del massimo partito di pseudo opposizione, il PD.
E tornando alla follia cementizia, come non ricordare che,negli anni
del potere Galan – Chisso – Lega, il Veneto è stato lastricato di
cemento costruendo, a fronte di un aumento demografico di 288.000
abitanti, oltre 700.000 abitazioni.
Tra il 1995 e il 2009 in Italia sono state costruite 4 milioni di
abitazioni in più, tra legali e abusive, tra quelle nuove e quelle con
ampliamenti.
Ogni anno nel nostro paese vengono “mangiati” oltre 500 chilometri
quadrati di suolo, pari a circa tre volte la superficie del Comune di
Milano.
E poi si piangono istituzionalmente i disastri ambientali e i morti
conseguenti mentre si approvano i Piani Casa, si varano i cantieri per
le grandi opere necessarie soprattutto alle tasche dei gruppi di
potere economico- politico che le promuovono o si idea un PTRC (Piano
Territoriale Regionale di Coordinamento) Veneto per soffocare quel che
resta dell’ambiente.
Ascoltiamo con desolazione mista a pena il Commissegretario leghista
Contiero blaterare di responsabilità degli ambientalisti per il
mancato dragaggio dei fiumi e le conseguenti alluvioni.
Lo invitiamo a rivolgersi a quei Consorzi di Bonifica bistrattati dal
suo partito per essere illuminato.
Il dissesto, prima che idrogeologico è dentro la cultura asfittica e
senza prospettive dei poteri che, per questo Paese, stanno costruendo
in cemento armato il bordo del precipizio e la natura ce lo sta
gridando forte.
Vanni Destro
Movimento 5 Stelle
Rovigo
